Gabriele Gallo

Giornalista, consulente e ogni tanto scrittore


Da sempre mi immergo con la testa e con lo sguardo nelle viscere più profonde di un territorio, cercando di carpirne i segreti e le distorsioni, i respiri e i rimpianti, imprescindibili per conoscere, promuovere e valorizzare uno specifico areale.

Un pino cade sull'Ultimo Impero, storica discoteca di provincia abbandonata da vent'anni. Basta uno squarcio per scoperchiare il mondo dei ricordi e del passato. Tre vicende tra evasioni, nuovi amori, trasgressioni e tradimenti.

Piove a dirotto, l’oscurità del cielo è squarciata da qualche lampo e sulla strada che s’inerpica verso Rocca del Pizzo, c’è solo l’automobile di Claudia e Francesco che viene improvvisamente travolta da una frana.

Dopo le Liguri e le Marittime, la penultima tappa del viaggio tra le Alpi di Cuneo si snoda tra le Valli Grana e Maira, perle di una natura incontaminata dal fascino primordiale.

Una fotografia lucida e affettuosa di un territorio ampio e variegato del Nord Italia. Un amalgama di emozioni, rimpianti, storie e delusioni per un viaggio tra passato e futuro, Piemonte e Liguria, Italia e Francia.

[...] D’improvviso, però, nei pressi del rifugio un alito fresco sulla pelle, un abbraccio umido e soffuso davanti agli occhi, uno sbuffo costante nelle orecchie. Le Cascate di Stroppia respirano poco lontano e disperdono impercettibili coriandoli d’acqua sull'accogliente cengia erbosa [...]. 

da "Rifugiarsi nella descrizione di un attimo - Vol. 3", 2017

Un giornalista incontra coloro che ancora resistono su una montagna sempre più in pericolo. Ne riporta le storie mutandole in racconti che sanno essere poetici senza spegnere la rabbia di chi si sente abbandonato. 

Il viaggio attraverso gli approcci sensoriali e le personificazioni “amorose” continua nelle Alpi Marittime tra pennellate di storia, sapori e stupori, dove l’occhio può abbracciare insieme l’umano e l’inumano.

Nelle Alpi Liguri tra pennellate di storia, geografia e antropologia. Un viaggio insolito attraverso approcci sensoriali e personificazioni “amorose” di luoghi che la penna dell’autore rende palpitanti di vitalità.


[...] Per tutti loro, forse, quella crepa apertasi sul passato non voleva essere un ritorno a ciò che era stato, ma semplicemente un’iniezione di fiducia per il futuro. Ripescare lo spirito di un tempo, insomma, e riproiettarlo avanti, sul domani. [...]

Da "Il respiro dell'abbandono", 2019