Ritratti alpini

Di seguito alcuni fatti di cronaca realmente accaduti e riportati dai giornali del tempo, riletti in chiave narrativa. Micro-novelle che tratteggiano la quotidianità montana del secolo scorso con sguardo socio-antropologico. Per sorridere, pensare e riflettere. 

MIRACOLO STRADALE A TETTO PIANO

Entracque, agosto 1953. Fa caldo stamattina in Valle Gesso. Il sole ha già superato i profili dell’Abisso e del Gelas, del Clapier e del Bussaia e incendia l’intera conca di Entracque. Le piazze e le strade brulicano di attività e di passeggio.

Continua QUI

PICCOLA DISGRAZIA ANDANDO A SCUOLA

San Giacomo di Boves, febbraio 1949. È ormai l’alba a Tetto Volpe, nonostante quell'abbraccio vigoroso della Bisalta che persiste a diffondere tenebre opprimenti sull'intera vallata. Il tepore dei giorni scorsi si è però disperso sulla strada dei ricordi. Bartolomeo lo intuisce subito.

Continua QUI

PICCOLA DISGRAZIA ANDANDO A SCUOLA

Frabosa Soprana, gennaio 1941. Maria è tornata da poco in alta Valle Corsaglia dopo qualche giorno passato nella sua Torino. Un saluto veloce alla famiglia per Natale e Capodanno, poi di nuovo lassù sui monti, per quel posto da maestra che tanto le piaceva.

Continua QUI

LA VALANGA DI PRADEBONI

Peveragno, febbraio 1902. La neve cade ormai senza sosta da due giorni e mezzo. Impossibile allontanarsi da casa. L’itinerario che dalla borgata Gian Maté porta nel centro di Pradeboni è impraticabile, figurarsi scendere nel capoluogo. Prima, però, viene la salvaguardia delle stalle e delle abitazioni.

Continua QUI

BUON NATALE

Roccasparvera, 23 dicembre 1956. La messa grande è terminata da poco. Grandi e piccoli si attardano ancora sul selciato della chiesa. Risate, parole, abbracci. Il Natale è ormai alle porte, anche se quest’anno appare un po’ più sfumato ed elusivo. Colpa del tempo, forse, così tiepido e primaverile.

Continua QUI

CARNEVALE A USSOLO

Prazzo, febbraio 1959. Matteo apre gli occhi di colpo. La stanza è ancora fredda e buia. Dalla finestra nessuna luce, nessun rumore. Si rigira nel letto per qualche minuto, inquieto e bramoso di scendere. La voglia di festeggiare il primo Carnevale della sua vita, dopotutto, è tanta.

Continua QUI

L'ULTIMA SCUOLA

Castelmagno, ottobre 1953. Stamattina il sole non si trova in alta Valle Grana. Dorme ancora tra le braccia delle tenebre. Anche Giovannino avrebbe voluto fare lo stesso, ma la scuola è ormai ricominciata.  I pascoli estivi e i giochi sulle ali del vento sono soltanto un lontano ricordo.

Continua QUI

UNA BORGATA IN FIAMME

Vinadio, aprile 1890. A Pratolungo è quasi mezzogiorno. Le donne si preparano per il pranzo, gli uomini dissodano il terreno dopo il gelo invernale. Qua e là chiazze di neve indurita colorano ancora i campi e paiono non temere il timido sole che stamattina brilla nel cielo.

Continua QUI

LA VALANGA...IN CANONICA

Chianale, febbraio 1925. Una folata intensa in piena notte, quasi a voler spazzare via i tepori degli ultimi mesi. Don Gianotti si alza e sbircia dalla finestra. Un sonno profondo avvolge l’intera borgata quando i primi fiocchi cominciano a cadere. Accende la luce controvoglia. 3.48.

Continua QUI

QUEL VALLONE CHE RIVOLEVA L'INDIPENDENZA

San Damiano Macra, agosto 1932. Il sole, quest’oggi, scalda parecchio in tutta la valle. All'uscita da messa gli uomini si rifugiano all'ombra per qualche minuto, prima di ritornare nei campi. Due parole, una sigaretta. Un attimo di pace prima di rituffarsi nella tempesta.

Continua QUI

LA TRAGEDIA AEREA DI FESTIONA

Demonte, ottobre 1945. Piove forte a Festiona e in tutta la Valle Stura, come se il cielo avesse ancora troppe lacrime da versare dopo i drammi della guerra. Anche il fiume vomita il suo malessere rosicchiando ponti e versanti, allagando campi e strade.

Continua QUI

LA SCUOLA SERALE

Limone Piemonte, ottobre 1945. Le cicatrici della guerra sanguinano ancora nella memoria degli abitanti. Anche il cielo, stasera, appare cupo e lamentoso e si lascia scappare qualche lacrima di pioggia che umidifica i tetti e le strade del centro.

Continua QUI

IL RIFUGIO SACRIPANTE AL MONVISO

Crissolo, settembre 1931. Tra le pendici dell’alta Valle del Po si è già udito il primo ruggito d’inverno. Il Passo delle Sagnette indossa un candido mantello bianco e la ventina di alpinisti del CAI di Saluzzo si guarda attorno con aria titubante. La gita sociale in cima al Re di Pietra riuscirà anche quest’anno?

Continua QUI

IL MERCATO DI PASQUA

Demonte, aprile 1901. Il tempo è grigio in bassa Valle Stura. Una nebbia pesante nasconde la cima dei monti. La stessa che offusca la vista e i pensieri degli oltre 7.000 abitanti. In piazza arrivano in tanti, preoccupati, nervosi, arrabbiati.

Continua QUI

IL GRANDE BALLO

Canosio, marzo 1946. Nell'alta Valle del Macra splende il sole. Un inizio di primavera così non lo si ricordava da anni. Alcuni uomini si ritrovano in piazza prima del duro lavoro nei campi. “E se organizzassimo una festa?”. Gli occhi dei presenti si cercano, si trovano, si incrociano.

Continua QUI

A PRANZO CON IL FUNZIONARIO

Prazzo, dicembre 1903. Fa freddo in Valle Macra. Un freddo pungente, di quelli che ti penetrano nelle ossa nonostante manchi poco all'ora di pranzo. I primi invitati cominciano ad arrivare e si guardano attorno, prudenti e curiosi. “Chissà in quanti saremo” pensano in molti.

Continua QUI

MANCA IL PANE

Giugno 1957. L’estate indossa le vesti di un autunno cupo, grigio e freddo. Tra le Valli Stura e Varaita i tuoni si rincorrono da una roccia all'altra. La pioggia cade senza sosta. I campi vomitano l’acqua in eccesso che si tuffa così nei fiumi. Lo Stura soprattutto si incattivisce e grugnisce famelicamente.

Continua QUI

ALL'OSTERIA

Vernante, febbraio 1951. La guerra è terminata da sei anni ma nelle vallate alpine la ripresa è lenta e faticosa. Si vive ancora di agricoltura e di allevamento. Facile a dirsi, difficile a farsi con terre che non ne vogliono sapere di essere addomesticate.

Continua QUI

L'ABBRACCIO DI UNA VITA

Marzo 1968. Castelmagno, acme altitudinale della Valle Grana, nel cuore più profondo della montagna cuneese. Territorio aspro e selvaggio dove osano le aquile o gli uomini coraggiosi. È nevicato tanto nei giorni scorsi in vallata, specie da Pradleves in su.

Continua QUI

L'ULTIMA ABITANTE

Ferrere di Argentera, novembre 1967. Un pugno di case abbracciate l’un l’altra a 1900 metri di quota in alta Valle Stura nelle Alpi di Cuneo. Terra dura, di frontiera e di contrabbando. Terra di contadini e di pastori. Terra di montagna, dove si sopravvive tra lacrime e sudore.

Continua QUI